Il 26 luglio 1943 nasceva Mick Jagger, voce e corpo del rock moderno, capace di trasformare il canto, il gesto e la presenza scenica in un unico linguaggio artistico.
Il 26 luglio 1943 nasceva Mick Jagger, voce e corpo del rock moderno, capace di trasformare il canto, il gesto e la presenza scenica in un unico linguaggio artistico.
Il 29 giugno 1940 moriva Paul Klee, pittore svizzero-tedesco che trasformò segno e musica nel pensiero astratto in una delle lingue più poetiche del modernismo
Il 25 giugno 1982 usciva Blade Runner, il film di Ridley Scott che fece di identità e memoria due nuclei del futuro cyberpunk e della riflessione cinematografica sull’umanità artificiale.
Il 13 luglio 1934 nasceva ad Abeokuta Wole Soyinka, drammaturgo nigeriano che fece di teatro e libertà due dimensioni inseparabili della cultura africana del Novecento.
Il 24 luglio 1802 nasceva Alexandre Dumas padre, lo scrittore che unì storia e avventura nel grande racconto popolare europeo.
Il 16 giugno 1961 Rudolf Nureyev chiedeva asilo a Parigi durante la tournée del Kirov, trasformando una defezione in un simbolo di libertà e mito nella danza del Novecento.
Il 10 giugno 1926 moriva Antoni Gaudí, architetto catalano che fece di architettura e immaginazione il cuore del modernismo catalano.
Negli anni Cinquanta e Sessanta il circo sovietico fu usato come strumento di soft power durante la Guerra Fredda. Con disciplina, scuole e tournée, l’Unione Sovietica mostrò ordine, prosperità e modernità senza propaganda esplicita. Eventi come il Festival del 1957 a Mosca e le tournée in Francia e a New York crearono contatti culturali, ammirazione tecnica e una percezione meno demonizzata dell’URSS.
Le cause intentate contro Ozzy Osbourne dopo i suicidi di John McCollum e Michael Waller trasformarono Suicide Solution in un caso sulla responsabilità dell’arte. I tribunali non riconobbero prove di messaggi subliminali o incitamento diretto e tutelarono i testi del cantante attraverso il Primo Emendamento e il principio della libertà di espressione.
Gli affreschi della Tomba François di Vulci entrano nelle collezioni pubbliche del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’acquisizione, conclusa dopo un percorso iniziato nel 1914, restituisce alla collettività un fondamentale ciclo pittorico etrusco del IV secolo avanti Cristo, presentato insieme alla mostra Il Ritorno degli Eroi.
Ellen Burstyn riceverà il Leone d’oro alla carriera durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il riconoscimento celebra sessant’anni di attività tra cinema, teatro e televisione. La premiazione accompagnerà la proiezione di Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal, cortometraggio dedicato a Marilyn Monroe con Dakota Johnson e la stessa Burstyn.
L’anitra selvatica, classico di Ibsen, sarà in scena al Teatro Argentina di Roma il 23 e 24 gennaio 2026. Un’opera profonda su verità e illusioni familiari.
Marcel Lajos Breuer attraversa il Modern Movement dal Bauhaus al brutalismo, unendo officina e architettura. A Weimar e Dessau sperimenta il legno, poi rivoluziona l’arredo con il tubolare metallico: B3/Wassily e B32/Cesca. L’esilio lo porta tra Londra, Harvard e New York, dove matura nel calcestruzzo fino al Whitney Museum, mantenendo rigore, ergonomia e logica produttiva in scala, dall’oggetto alla città.
Charles Baudelaire nacque il 9 aprile 1821 e trasformò la poesia moderna in un luogo di conflitto tra ideale e abisso. Questa biografia ripercorre formazione, dandyismo, Jeanne Duval, I Fiori del male, processo, paradisi artificiali e malattia, mostrando anche i legami possibili con artisti maledetti del Novecento come Modigliani, Campana, Artaud e Basquiat.
Negli anni Cinquanta e Sessanta il circo sovietico fu usato come strumento di soft power durante la Guerra Fredda. Con disciplina, scuole e tournée, l’Unione Sovietica mostrò ordine, prosperità e modernità senza propaganda esplicita. Eventi come il Festival del 1957 a Mosca e le tournée in Francia e a New York crearono contatti culturali, ammirazione tecnica e una percezione meno demonizzata dell’URSS.
Il Bando C.Re.A. Calabria 2026 mette a disposizione almeno dieci residenze artistiche per artiste, artisti, performer, danzatrici, danzatori e compagini dello spettacolo dal vivo. Promosso da Compagnia Teatro del Carro e Dracma, include una sezione danza curata da Virgilio Sieni e prevede candidature entro il 7 giugno 2026.
Il concerto dei Coldplay a Roma mostra la dimensione dei mega concerti: pubblico di massa, palco distante, maxischermi e musica trasformata in grande evento visivo.
Mega concerti non significa Mega Musica. Significa concentrazione: di pubblico innanzitutto, quindi di immagine, attenzione mediatica e, dulcis in fundo, per i protagonisti, anzi sempre più spesso per il/la protagonista del mega concerto, concentrazione di capitale in un’unica serata. L’ultimo, nel senso di più recente, mega concerto è stato quello di Ultimo a Tor Vergata, con circa 250.000 spettatori paganti: praticamente una metà Woodstock. Solo che Woodstock durava tre giorni, ospitava 33 artisti e fu il fiorire di un momento culturale che rappresentava i giovani di fine anni Sessanta, attraversando anche altre espressioni artistiche: la Letteratura, con Howl di Allen Ginsberg e On the Road di Jack Kerouac; il Cinema, con Easy Rider di Dennis Hopper, Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni e Alice’s Restaurant di Arthur Penn; la Fotografia, con The Bikeriders di Danny Lyon e le immagini della controcultura americana di Elliott Landy e Lisa Law. Era un movimento nel senso proprio del termine: una comunità che si muoveva secondo principi condivisi, sociali, etici e politici, dentro la stagione hippie, fra metà anni Sessanta e primi anni Settanta. Oggi cosa abbiamo? L’unico movimento davvero evidente, banale, venale ma comunque molto “di sostanza”, è quello bancario di questi nuovi “santi laici”, messia del capitalismo, capaci di fare proseliti — anzi follower, in un vocabolario aggiornato — soprattutto fra i meno strutturati culturalmente, quindi più indifesi. Siamo al corrispettivo del populismo politico: lo schema è lo stesso, la soddisfazione del bisogno di un nuovo messia, concentrando tutta l’attenzione sulla sua figura e non sui contenuti. A ogni nuovo mega concerto, il racconto pubblico celebra tutto fuorché ciò che dovrebbe essere l’argomento principe: la musica. Di musica non si parla, se non attraverso le veline degli uffici stampa dell’artista; quando la notizia diventa il numero, la…