Data: 11 Agosto 2020|Autore: |

che fai, cretinetti?

Eclettica Franca. La sua vita è iniziata il 31 luglio 1920 ed è durata un secolo esatto (si è spenta lo scorso 9 agosto). Cento anni di risate intelligenti in cui ha buttato giù i muri delle convenzioni dell’essere donna. Due anni prima della sua nascita ebbe inizio il ventennio fascista. Nonostante avesse origini paterne ebraiche riuscì a sfuggire alle deportazioni grazie alla trasgressione delle leggi allora vigenti di un impiegato dell’anagrafe che le rilasciò una carta d’identità falsa dichiarandola figlia illegittima di Cecilia Pernetta di Pavia.

Nell’aprile del 1945 riuscì a vedere il corpo appeso a testa in giù di Mussolini in Piazzale Loreto. Poco tempo fa, il 28 giugno di quest’anno, con forza ribadì la sofferenza vissuta quegli anni: “In quei giorni a Milano si sparava ancora per strada. Ma io volevo vedere se il Duce era davvero morto. E volete sapere se ho provato pietà? No, nessuna pietà”.

Il suo vero nome era Alma Franca Maria Norsa. Ma quando esordì con la compagnia del Teatro dei Gobbi nel 1949, la compagna di classe del liceo, nonché strettissima amica, rapita da una lettura di Paul Valèry, la convinse a cambiarlo in Franca Valeri.

Franca Valeri è stata un’artista a 360°. Ha lavorato con nomi illustri tra cui: Federico Fellini, Alberto Sordi (la prima coppia comica uomo donna), Totò, Colette Rosselli, Mina, Enzo Trapani, Massimiliano Terzo, Maurizio Rinaldi, Gino Bramieri, Adriana Asti, Sergio Tofano, Giorgio Strehler, Vittorio Calvino, Giuseppe Patroni Griffi, Antonio Calenda, Gian Carlo Menotti, Giorgio De Lullo, Gianrico Tedeschi, Paolo Stoppa, Gabriele Lavia, Aldo Terlizzi, Anna Maria Guarnieri, Urbano Barberini, Patrizia Zappa Mulas, Gabriella Franchini.

E, infine niente popò di meno che Frankie Hi-Nrg Mc. Prestò la sua voce per il prologo e l’epilogo dell’album “Ero un autarchico”, e probabilmente tanti altri.

Fu spesso la “Prima”, come giustamente titola il documentario Sabina Guzzanti su Franca Valeri. La prima, non per un ego smisurato da prima donna, come sarebbe troppo facile pensare per un’attrice esordiente nel ’47 (in Lea Lebowitz), ma perché in Italia è stata la prima:

  • donna regista di teatro
  • regista donna di opera
  • regista donna del cinema
  • autrice comica della televisione
  • sceneggiatrice
  • drammaturga

Caratterista fenomenale e irriverente, Franca è stata una comica con uno sguardo critico alla contemporaneità. Sempre in prima linea, mettendoci la faccia con ironia. Qui di seguito ci concentriamo sull’autorialità di Franca Valeri, scorgendo qua e là frammenti sul web.

CINEMA:

Nel cinema abbiamo una Franca sfrontata e coraggiosa che copre personaggi minuziosamente studiati e per nulla scontati. Già molto sicura delle sue doti geniali e irriverenti, la troviamo ne Il Segno di Venere (1955) di Dino Risi, a fianco di una Sofia Lorenancora acerba invece. Lo stesso anno, la vediamo affiancata da Alberto Sordi in Piccola Posta di Steno, nelle vesti di Lady Eva; una donna sola che si finge aristocratica che dispensa consigli d’amore. Ma, fenomenale la possiamo ammirare ne Il Vedovo (1959) di Dino Risi, dove, sempre affiancata da Alberto Sordi, ribalta completamente le convenzioni sociali della donna (forse ancora oggi presenti); portandosi con grinta e cinismo a industrialessa milanese che denigra e umilia il marito nullafacente richiamandolo al famosissimo appellativo “Cretinetti!”. Una donna: un mito di rivalsa femminile. Poi c’è Parigi o cara (1962), diretto da suo marito Vittorio Caprioli, ma ovviamente supervisionato con un corposo sostegno da Franca: una prostituta romana che si trasferisce a Parigi per tentare la fortuna, ma che ritornerà poi a Roma sposata con un pizzaiolo. La possiamo vedere anche in Basta guardarla (1972) di Luciano Selce, dove con Pola Prima, è la prima donna attrice di una compagnia e moglie del capocomico. Nel medesimo anno la troviamo in Ettore il fusto, diretto da Enzo G. Castellari, a cui si ispirò Tarantino con il suo Bastardi senza gloria, dove la Valeri è Cassandra in un “Iliade” di cosche mafiosette romane, giri di prostituzione e rivendicazioni.

Il suo curriculum vitae si riempie di:

L’arcisopolo – di e con Franca Valeri 1955

Lina e la rivoluzione– di Franca Valeri 1958

Questa qui, quello là – di Franca Valeri 1964

Meno storie – di Franca Valeri 1968

Il telefono – libretto e musica di Gian Carlo Menotti , regia Franca Valeri 1975

Le donne che amo – diretto e interpretato Franca Valeri 1981

Ho due parole da dirvi – di Jean Pierre Delage, regia di Franca Valeri 1987

Senza titolo – scritto, diretto e interpretato da Franca Valeri

La strana coppia – di Neil Simon , regia Franca Valeri 1991

L’appartamento – Billy Wilder, adattamento e regia Franca Valeri 1991

Tosca e altre due – di Franca Valeri, regia di Giorgio Ferrara 1993

Sorelle ma solo due – Franca Valeri, regia Aldo Terlizzi 1996

La bruttina stagionata – regia Franca Valeri 2011

Parliamone – regia Franca Valeri 2013

Il cambio dei cavalli – regia Giuseppe Marini 2014-2015

Lotti Schnautzer

La cantatrice calva

https://www.raiplay.it/video/2020/07/La-cantatrice-calva-9c49e081-3657-46a3-8565-90b453bedc39.html

TELEVISIONE:

Le donne balorde – di e con Franca Valeri 1970

https://www.raiplay.it/video/2019/07/Le-donne-balorde—La-ferrarina-taverna-93dcaccf-e4b0-4973-ad1a-7bee2ab51677.html

ALTRE CHICCHE INTERESSANTI…

. Si, vendetta

https://www.raiplay.it/programmi/sivendetta

Essere franca

https://www.raiplay.it/programmi/esserefranca

La signorina Valeri

https://www.raiplay.it/programmi/signorinavaleri

La cosiddetta fidanzata (1970 con Jannacci)

Commedia italiana che non fa ridere

… e salutandola e ringraziandola dei suoi preziosi regali per l’intelletto, chiudiamo con la forza, che la contraddistingue, del suo intervento all’occupazione del Teatro Valle del 16 giugno del 2011, dove debuttò nel ’47…

Vacis e la sua visione rivoluzionaria del Teatro post-covid
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