Data: 18 Agosto 2020|Autore: |

di Tiziano Militello

Google Play Music è un archivio di musica online gestito da Google, con servizio streaming di podcast e musica, lanciato pubblicamente il 16 novembre del 2011. Nella seconda metà del 2020, Google ne ha però annunciato la chiusura perché verrà definitivamente confluito nella già esistente piattaforma YouTube Music, app disponibile già in ben 43 paesi dal Marzo del 2019 e servizio di streaming musicale sviluppato dallo stesso YouTube, con un’interfaccia personalizzata che consente di sfogliare i video musicali su YouTube, definiti in base ai generi, playlist e consigli.

Già nel 2018 si era cominciato a vociferare che Google Play Music sarebbe confluito verso il servizio di musica a quel tempo da poco nato, offerto da YouTube, ma solo oggi arriva la conferma che, prima in alcuni Paesi quali Sud Africa e Nuova Zelanda e, successivamente in tutto il resto del mondo, verrà staccata la spina a Google Play Music.

Universo YouTube

Oggi YouTube Music propone diverse tipologie di sottoscrizione, che sostanzialmente vanno dall’uso gratuito con i diversi annunci pubblicitari ma con molte funzionalità non disponibili, e quello premium, senza annunci e con diverse funzionalità di ricerca, navigazione e archiviazione, compreso l’ormai anacronistica funzione di ascoltare musica con il display del dispositivo spento e/o l’applicazione in modalità background. Congiuntamente ad essa è arrivata anche la nuova app che comprende il relativo servizio online “multi piattaforma”.

Gli utenti che hanno un abbonamento a pagamento a Google Play Music hanno la possibilità di riprodurre in streaming su richiesta qualsiasi brano nel vasto catalogo di Google Play Music, ma anche di accedere a YouTube Music Premium. Chi invece ha un account standard può in ogni caso caricare e ascoltare fino a 50.000 brani senza alcun costo.

In questi giorni i responsabili della piattaforma hanno fornito ulteriori dettagli sull’iter di cessazione con il relativo trasloco verso YouTube. Ma come avverrà il passaggio da Google Play a YouTube? È previsto il trasferimento dei dati, sia in riferimento alle playlist, sia agli acquisti sostenuti. Gli utenti saranno avvisati prima dell’eliminazione delle proprie librerie, in modo tale che abbiano il tempo per decidere.

Quali i vantaggi?

Sebbene si parli spesso di un servizio rilevante e con milioni di iscritti, Google Play e YouTube Music, nella classifica globale, si collocano ancora dietro altri servizi più diffusi. Principalmente il servizio che detiene tenacemente la maggiore percentuale del mercato è Spotify, seguito poi da Deezer, Apple Music e Amazon Music. L’azienda americana che ha deciso di lanciare il guanto di sfida alla concorrenza, però vanta di un catalogo davvero enorme di brani, cover e concerti live sulla sua piattaforma video, è per questo che la sfida si fa notevolmente interessante.

Sicuramente l’idea di congiungere il tutto su un unico pianeta “YouTuberiano” potrebbe essere un’ottima idea perché farebbe guadagnare gradini in classifica rispetto i suddetti competitors, con la speranza di raggiungere il difficile ed ampio distacco dalla concorrenza. Vedremo in ogni caso nei prossimi mesi come evolverà la vicenda.

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