Published On: 1 September 2020|By |

Un articolo su The Guardian del 27 agosto riporta la notizia che il famosissimo street artist inglese Banksy ha finanziato l’acquisto di una motovedetta per il recupero nel Mediterraneo dei rifugiati che dal Nord Africa tentano di raggiungere l’Europa.

Si tratta di uno yacht a motore di 31 metri precedentemente di proprietà delle autorità doganali francesi, che è stato dipinto con della vernice rosa shocking e decorato dall’artista in persona con il disegno di una bambina che indossa un giubbotto di salvataggio e regge una salvagente a forma di cuore.

È una imbarcazione, quindi, più piccola rispetto al altre navi di soccorso delle ONG, ma ha il pregio di essere notevolmente più veloce: con una velocità massima di 27 nodi, dovrebbe essere in grado di superare la guardia costiera libica prima che questa riesca a raggiungere le barche con rifugiati e migranti per riportarli nei campi di detenzione in Libia.

La nave, che è stata battezzata Louise Michel, in onore di una femminista anarchica francese, batte bandiera tedesca ed è salpata in segreto il 18 agosto dal porto spagnolo di Burriana, vicino Valencia e sta navigando nel Mediterraneo centrale, dove giovedì scorso ha soccorso le prime 89 persone in difficoltà, tra cui 14 donne e 4 bambini. L’equipaggio è composto da una decina di attivisti europei antirazzisti e antifascisti con una lunga esperienza nelle operazioni di ricerca e soccorso.

Negli ultimi giorni, dopo aver salvato al largo di Malta altri migranti, la Louise Michel ha lanciato un appello di aiuto alle autorità competenti, e la Guardia Costiera italiana ha messo in sicurezza 49 dei passeggeri più vulnerabili, mentre i rimanenti sono stati trasferiti sulla più capiente Seawatch 4, che adesso ospita a bordo un totale di 350 persone. Si sta cercando di individuare un porto sicuro per farli sbarcare.

Sembri un tipo tosto”, firmato Banksy

La storia dell’acquisto della Louise Michel inizia a settembre 2019, quando Pia Klemp, ex capitano per diverse ONG, riceve un’e-mail, firmata proprio da Banksy, in cui le viene proposta una donazione per l’acquisto di una nave e a cui, inizialmente, non crede.

La pianificazione della missione si è svolta in segreto tra Londra, Berlino e Burriana, dove la Louise Michel è stata attrezzata per il salvataggio. L’equipaggio temeva che l’attenzione mediatica potesse compromettere la riuscita dell’operazione: se fosse trapelata la voce che un progetto finanziato da Banksy sarebbe presto salpato nel Mediterraneo per soccorrere i migranti, le autorità europee avrebbero potuto tentare di contrastare la missione. Per questo motivo, la squadra di Banksy ha deciso di diffondere la notizia della barca solo successivamente al primo salvataggio.

ALL Black Lives Matter

Proprio Banksy, due giorni fa, ha pubblicato un video sul suo profilo Instagram ufficiale, in cui illustra le motivazioni che lo hanno portato ad acquistare la motovedetta:

“Come molte altre persone nel mondo dell’arte, ho comprato uno yacht per navigare nel Mediterraneo. Si tratta di un vascello francese che abbiamo convertito in una imbarcazione di salvataggio, perché le autorità europee ignorano deliberatamente le richieste di soccorso dei “non europei”. Le vite di TUTTI i neri contano”.

Il progetto, dunque, nasce soprattutto con lo scopo di essere un campanello d’allarme per risvegliare la coscienza di tutta l’Europa, ma intende riunire una serie di lotte per la giustizia sociale, inclusi i diritti delle donne e LGBTIQ, l’uguaglianza razziale, i diritti dei migranti, ambientalismo e diritti degli animali.

Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, quest’anno più di 7.600 migranti sono stati intercettati e riportati in Libia, un paese dilaniato dalla guerra in cui diverse fazioni politiche continuano a lottare per il potere. La maggior parte di questi viene confinata in campi di detenzione non ufficiali, in cui è oggetto di atti di tortura e stupro sistematici, ampiamente documentati dalle organizzazioni per i diritti umani.

Solo nel 2020, i dati ufficiali contano più di 500 rifugiati e migranti morti nel Mar Mediterraneo, ma si stima che il numero reale sia considerevolmente più alto.

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