Più lavoro, regolare e meglio pagato

 insieme possiamo 

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più lavoro, regolare e meglio pagato

insieme possiamo

FIRMA LA PETIZIONE !

Ciao collega, 

Pro-creativi ti chiede una mano, UNA FIRMA!

Dalla politica non è arrivato nulla, se non a chi già lavora in circuiti importanti.
Piove sempre sul bagnato!

E noi?
Noi sappiamo qual è il vero problema da risolvere: IL LAVORO

Troppo poco, troppo mal pagato e troppo spesso in nero!

Insieme Possiamo obbligare la politica ad ascoltarci, perché noi sappiamo benedovesi deve intervenire, sciogliere un po’ di nodi, che bloccano la nostra crescita artistica e professionale, rendendoci schiavi di logiche di un mercato che da noi cerca solo occasioni di profitto, facile e voloce. 

Argomenti questi sul quale la politica non ha mai mostrato né sensibilità né conoscenza delle problematiche e competenza per risolverle. Insieme possiamo cambiare!

Un sistema quindi che ci costringe a vivere nelle stalle sognando le stelle,
o diventi una star o fai la fame” questo è il messaggio!
Per
costringerci a realizzare prodotti sempre più commerciali., e dov’è l’Arte?
Così non ci è permesso di studiare ed applicarci ore al giorno. Si è costretti a fare altri lavori per arrivare a fine mese?

Il talento è un fiore, va innaffiato tutti i giorni e non gli si può imporre di diventare un fiore di plastica per non morire!!!

Pertanto noi di Pro-creativi abbiamo studiato 13 punti, che intendiamo, grazie al tuo aiuto e di tutte le persone che riuscirai a coinvolgere, mettere alla ferma attenzione della politica.

per ottenere

Ciao collega, 

Pro-creativi ti chiede una mano, UNA FIRMA!

Dalla politica non è arrivato nulla, se non a chi già lavora in circuiti importanti.
Piove sempre sul bagnato!

E noi?
Noi sappiamo qual è il vero problema da risolvere:
IL LAVORO

Troppo poco, troppo mal pagato e troppo spesso in nero!

Insieme Possiamo obbligare la politica ad ascoltarci, perché noi sappiamo benedovesi deve intervenire, sciogliere un po’ di nodi, che bloccano la nostra crescita artistica e professionale, rendendoci schiavi di logiche di un mercato che da noi cerca solo occasioni di profitto, facile e voloce. 

Argomenti questi sul quale la politica non ha mai mostrato né sensibilità né conoscenza delle problematiche e competenza per risolverle. 

Insieme possiamo cambiare!

Cambiare

un sistema estremamente negativo, che diamo ormai come cosa normale, che ci costringe a vivere nelle stalle sognando le stelle,
o diventi una star o fai la fame” questo è il messaggio!
Per
costringerci a realizzare prodotti sempre più commerciali., e dov’è l’Arte?
Così non ci è permesso di studiare ed applicarci ore al giorno. Si è costretti a fare altri lavori per arrivare a fine mese?

Il talento è un fiore, va innaffiato tutti i giorni !!!

Pertanto noi di Pro-creativi abbiamo studiato 13 punti, che intendiamo, grazie al tuo aiuto e di tutte le persone che riuscirai a coinvolgere, mettere alla ferma attenzione della politica.

per ottenere

più lavoro, regolare e meglio pagato

 insieme possiamo 

FIRMA LA PETIZIONE !

più lavoro, regolare e meglio pagato

INSIEME POSSIAMO

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I PUNTI DELLA PETIZIONE

  … a prescindere  

chiediamo il dipartimento per gli Artisti.

Un tavolo di discussione permanente che studi piani di sviluppo con interventi strutturali, composto da artisti e non da star dello spettacolo, per andare veramente a CAMBIARE, secondo le esigenze della base, una situazione che ha pesanti ripercussioni negative sulla vita degli artisti, quindi per l’arte,  quindi per  tutto il Paese.


1. Creazione del Registro degli Artisti

Comporta l’iscrizione all’INPS un codice QR gli permetterà di esibirsi su un palco. Non comporterà necessariamente il passaggio al professionismo, ma si permetterà di regolarizzare il settore, stabilendo una soglia minima di compenso. Scoraggiando quindi una concorrenza basata sul costo invece che sulla qualità.
Per l’artista sono previsti vantaggi, come si vedrà in alcuni punti a seguire.

2. Codifica di Status di locali per spettacoli e attività culturali

Un Locale che ospita eventi culturali non può rientrare nella stessa categoria di centri scommesse, sale giochi e strip club. Che sono locali d’intrattenimento. Il passaggio da esercizi commerciali a istituzioni culturali comporterà vantaggi ed agevolazioni fiscali in senso progressivo, più saranno le serate dedicate agli eventi culturali – dimostrabili attraverso le fatture rilasciate dagli artisti, in quanto iscritti al Registro – tanto più basse saranno le tasse che il locale dovrà pagare per quelle serate.

Così lo Stato sviluppa più lavoro, e non solo per gli artisti.

3. Sgravio fiscale per le discoteche in virtù di un loro totale rinnovamento.

Le discoteche ormai non sono più luoghi di socializzazione.
Comunicazione ridotta al minimo, da bocca ad orecchio. Abuso di alcol e droghe, bullismo, risse, violenze e stupri. Senza dimenticare quindi poi le cosiddette “stragi del sabato sera”. Inutile nasconderselo, sono le cause della crisi in cui versa il settore. Oltre che luoghi in cui l’assenza di cultura spinge i giovani a cercare altri riferimenti, con conseguenze che diventano argomento di cronaca.

Proponiamo che le discoteche trovino modo di reinventarsi, trasformandosi in luoghi di vera aggregazione e socializzazione, con spettacolo continuo, diversificando la proposta secondo le capacità della direzione artistica. Anche in questo modo si creano occasioni di lavoro per musicisti, dj, ballerini e performer vari. Cambiamento incentivato da sgravi fiscali.

4. Riduzione della SIAE fino al 75% per gli spettacoli con meno di 300 presenze.

Con una tassa più bassa, i gestori dei locali saranno incentivati ad organizzare più serate di spettacolo.
Questo punto insieme ai tre precedenti genera effetti molto positivi:
• Aumento di lavoro per gli artisti;
• Aumento dei profitti per i proprietari dei locali, più spettacoli vuol dire più avventori;
• Aumento dei consumi;
• Aumento degli spettacoli e loro decentramento, dalle città ai piccoli borghi che invece soffrono della mancanza di importanti iniziative culturali. Stabilendo così una discriminazione per l’accesso alla cultura.

5. Abolizione del Monopolio SIAE.

Il monopolio SIAE inibisce l’utilizzo dell’opera con le modalità di diffusione, condivisione e creazione partecipativa offerte dal web. La direttiva europea del 26 febbraio 2014 non trova ancora applicazione.
Circa il 60% degli iscritti alla SIAE non trae alcun beneficio, non arrivando a recuperare nemmeno il corrispettivo della quota di iscrizione.
Dei sostanziosi ricavi grazie a questi autori “sotto soglia”, c’è poi una iniqua distribuzione, in quanto i passaggi nei media e le esecuzioni live non avvengono nei circuiti principali (gli unici considerati dalla SIAE per la ripartizione finale), così una parte importante di questi ricavi resta a disposizione della SIAE per essere ripartita tra i grossi autori dei circuiti principali. Invece di aiutare chi ne ha bisogno si arricchisce chi è già  ricco. Le star dello show business. 

6. Riduzione dell’IVA sugli strumenti musicali 

Lo strumento musicale è fondamentale per un musicista: questo, soprattutto per avviare la propria attività, deve avere la possibilità di scegliere lo strumento che preferisce. Mantenere l’IVA al 22% sugli strumenti musicali vuol dire negare a molti artisti la possibilità di suonare e studiare su strumenti di alta qualità. Il provvedimento inoltre, potrebbe dare nuova linfa vitale ad un settore già in forte crisi che nel nostro paese fattura solo 350 milioni di euro l’anno, contro i 530 dell’Inghilterra, i 680 della Francia e il miliardo della Germania.

7. Riordino delle norme mutualistiche e pensionistiche

Mutua e pensione con il Registro degli Artisti. Le attuali normative non prevedono tutele e iscrizioni INPS specifiche per la categoria, che necessita di un riconoscimento che ne salvaguardi la dignità tenendo sempre presente le speciali condizioni di esercizio professionale. Indennità di malattia sin dal primo giorno e con requisiti ridotti. Riduzione delle giornate lavorative ai fini previdenziali da 120 a 60. Ricongiunzione tra i contributi previdenziali Inps ex Enpals. Con l’istituzione del Registro degli Artisti, si potrà attivare un meccanismo di riconoscimento e quindi di iscrizione pensionistica e accantonamento. Anche questo contribuirà ad una significativa emersione dal nero.

8. Quota pro Artisti

Si tratta di istituire un fondo permanente di aiuto agli artisti, per spettacoli e grandi eventi con numero di spettatori al di sopra delle 20.000 persone.
Questa quota si potrebbe ricavare mediante piccolissime trattenute da:
• SIAE (per ogni biglietto venduto);
• compenso della Star in questione;
• al soggetto organizzatore dell’evento.

9. Contratto collettivo unico nazionale

Il C.C.N.L. degli artisti dovrà prevedere una serie di modelli e casi differenziati per le varie categorie comprese nel settore.
Già nel 2007, l’Unione Europea ha approvato una Risoluzione volta a fondare uno statuto sociale degli artisti da accogliere da parte degli stati membri con un piano giuridico che contempli situazione sociale, assicurazione malattia, definizione di contratti di formazione e qualificazione delle professioni artistiche e riconoscimento dell’esperienza professionale degli artisti.

10. Contributo continuo compensativo.

Parliamo di un reddito compensativo per gli artisti iscritti al Registro, nel momento in cui possano dimostrare di non avere altre o sufficienti entrate. In tanti Paesi l’artista percepisce sussidi e gli viene riconosciuta la formazione come necessità  di assoluta e riconosciuta importanza l’aggiornamento continuo: un artista per crescere ha bisogno di continue ore di studio e ricerca, cosa che non può fare se per vivere, con le attuali condizioni, deve fare anche altri lavori.
Arte è vocazione e qualità,  il talento è un fiore che deve essere quotidianamente, inaffiato. Non si è artisti per diventare delle star ma per fare gli artisti. Se il fine è quello commerciale non ci può essere arte. 

11. Equiparare l’IVA sulle opere d’arte.

Le vendite di opere d’arte, in Italia, hanno aliquote differenti: al 22% se sono le gallerie d’arte o altri soggetti a vendere, al 10% se a vendere è l’artista stesso. Chiediamo che venga applicata la stessa aliquota tra privati e gallerie d’arte, come avviene all’estero: se in Germania abbiamo un 7%-7%, in Svizzera 5%-5%, in Cina 17,5%-17,5%, negli USA 11,5%-11,5%, in Italia si potrebbe ragionare,ad esempio, sul 10%-10%. Questo favorirebbe la regolarizzazione delle posizioni fiscali di molti operatori dell’arte che spesso ricorrono al nero. In più, rendendo l’acquisto di opere d’arte detraibili fiscalmente, come in tanti altri Paesi, le vendite aumenterebbero esponenzialmente e questo sarebbe un grosso aiuto per gli artisti. Fattuale e non la solita inconcludente retorica.

12. Ingresso gratuito a mostre e musei.

Chiediamo che venga garantito a tutti gli artisti iscritti al Registro l’accesso gratuito – come già avviene per esempio, per i giornalisti – a musei e fondazioni pubbliche, sia per le collezioni permanenti che per tutte le mostre temporanee, oltre che sconti importanti per i concerti. Per un/a artista l’accesso alla Cultura è di fondamentale importanza.

13. Applicazione della legge 717.

La Legge 717 impone l’obbligo, nella realizzazione di nuovi edifici pubblici, di destinare una percentuale dell’importo dei lavori all’esecuzione di un’opera d’arte, che dovrà essere collocata all’interno o all’esterno dell’edificio; tuttavia, questa legge è quasi sempre disattesa!
Chiediamo che vi sia una reale volontà e un impegno nell’applicare in modo esteso e continuativo questa legge e che siano approntati di conseguenza gli strumenti necessari di vigilanza e controllo affinché ciò accada. Chiediamo, inoltre, che vengano inseriti nell’ambito di applicazione della legge gli edifici pubblici di alloggi popolari, le scuole e le università.

Questi punti, se realizzati, andrebbero a sviluppare in modo concreto e strutturale una importante crescita nelle opportunità di lavoro per gli artisti, oltre che a cambiare radicalmente le condizioni in cui questi operano e vivono.

SEI D’ACCORDO?

insieme

possiamo

cambiare!

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