dagli Artisti agli Artisti

+ arte + musica
+ teatro

+ lavoro per tutti

FIRMA LA PETIZIONE !

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+ lavoro per tutti

FIRMA LA PETIZIONE !

più lavoro, regolare e meglio pagato

per tutti noi artisti!

 

TRADUCIAMOLO IN REALTà

FIRMA LA PETIZIONE !

Ciao collega, siamo qui anche per te!

Pro-creativi ti chiede una mano, UNA FIRMA !

Dalla politica non è arrivato nulla, se non a chi già lavora in circuiti importanti.
Piove sempre sul bagnato!

E noi?
Noi sappiamo qual è il vero problema da risolvere:

IL LAVORO !
Troppo poco, troppo mal pagato e troppo spesso in nero.



Insieme possiamo obbligare la politica a sciogliere un po’ di nodi, che bloccano la nostra crescita artistica e professionale, rendendoci schiavi di logiche di un mercato che da noi cerca solo occasioni di profitto, facile e voloce. 

Argomenti questi sul quale la politica non ha mai mostrato né sensibilità né conoscenza delle problematiche e competenza per risolverle. 

Un sistema quindi che ci costringe a vivere nelle stalle sognando le stelle,  “o diventi una star o fai la fame” questo è il messaggio! Per costringerci a realizzare prodotti sempre più commerciali.

Una situazione globale che non ci permette di applicarci come vorremmo e dovremmo.
Come si fa a studiare ore al giorno se si è costretti a fare altri lavori per arrivare a fine mese?

Il talento è un fiore, va innaffiato tutti i giorni e non gli si può imporre di diventare un fiore di plastica per non morire!!!

INSIEME POSSIAMO CAMBIARE TUTTO QUESTO!

Pertanto noi di Pro-creativi abbiamo studiato 14 punti, che intendiamo mettere, con l’aiuto tuo e di tutte le persone che riuscirai a coinvolgere, alla ferma attenzione della politica.

Partendo da qui:

Ministero per gli Artisti.
Staccato dal Ministero dei Beni Culturali. Che è altra cosa.

Un tavolo di discussione permanente che studi piani di sviluppo con interventi strutturali, per andare a  rivoluzionare l’attuale negativa situazione, favorendo quindi l’arte, non prodotti da supermercato. Da una parte detta legge il mercato, dall’altra siamo schiacciati dalle bellezze di un Paese che possiede, per la gioia dei nostri occhi e della nostra anima, il più alto numero di siti riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

è giunta l’ora di cambiare!
insieme ce la possiamo fare!

Artista, hai visto cosa è successo con la pandemia?

L’intera nostra categoria ha rischiato l’estinzione!

Questo perché ci siamo fatti trovare impreparati. Evidentemente quasi nulla è stato fatto nei decenni scorsi per noi Artisti. Diversamente non staremmo parlando del problema. 

Siamo schiacciati da una logica che, da una parte, non ci riconosce come lavoratori e, dall’altra, ci costringe a sottostare ad un sistema senza regole, con ripercussioni estremamente negative per noi e per l’Arte.

Conseguenze inevitabili, se l’idea di una importante Associazione di categoria, proprio quelli che dovrebbero proteggere noi artisti, è che “i musicisti – per esempio – dovrebbero farsi largo con prodotti quanto più commerciali possibile“.

Quindi basta studiare ragazzi! Basta sperimentare, creare, cercare nuove vie di espressione, basta pensare che la musica sia Arte, appendete lo strumento al muro e con la tastierina inventatevi una canzonetta scema da far cantare sotto la doccia e poi mettetevi  davanti allo specchio a studiare un look che faccia parlare di voi.
Concetto ovviamente declinabile a tutte le arti.

No, noi di pro-creativi non ci stiamo a questo processo involutivo

Noi non vogliamo togliere ad altri il diritto di fare “canzonette sceme”, ma vogliamo garantire il diritto a chi vive il concetto di ARTE PER ARTE di produrre ciò che ritiene coerente al proprio ideale artistico, vivere della propria passione, senza doversi sottomettere a bieche regole commerciali.

Dobbiamo rivedere tutto, perché dobbiamo uscire da questa logica della giungla, che va solo a discapito nostro.
Mancano quei controlli perché il lavoro si svolga in modo regolare, dando così dignità all’artista ed al contempo distribuendo benefici per tutti. Proprio tutti!

PER QUESTO NASCE PRO-CREATIVI!
Un collettivo di artisti per essere di aiuto ed avere un’unica voce.

Vogliamo quindi rappresentare le migliaia di artisti del nostro paese e tutte quelle persone per cui l’Arte ricopre un ruolo importante nella propria vita.

Vogliamo avviare un serio processo di cambiamento con interventi strutturali; ma per questo occorre la firma di tutti, solo così potremo farci ascoltare.

Come nasce il progetto
di sostegno concreto agli artisti?

L’idea, infatti a seguito di quanto già detto, nasce nel settembre 2018, proprio per la consapevolezza dell’estrema difficoltà di vivere della propria arte. Soprattutto se non si rientra negli interessi di regole commerciali che trattano gli artisti come fossero saponette.


La pandemia ha solo acuito problemi già in essere da sempre, per gli artisti, facendo esplodere tutte le contraddizioni che pesano gravemente sulle loro spalle, portandoli a rischio estinzione, proprio in quel Paese dove nacque il Rinascimento. Ormai solo argomento della retorica.
È ora di cambiare !

UNA FIRMA PER CAMBIARE!

I PUNTI DELLA PETIZIONE

1. Creazione del Registro degli Artisti
Con l’iscrizione l’artista riceverà il PIN dell’INPS ed il tesserino che gli permetterà di esibirsi su un palco. Questo non comporterà necessariamente il passaggio al professionismo, ma sarà solo lo strumento che permetterà di regolarizzare il settore, stabilendo una soglia minima di compenso. Scoraggiando quindi una concorrenza basata sul costo invece che sulla qualità.
L’iscrizione al Registro comporta più agevolazioni per l’artista, come si vedrà in alcuni punti a seguire.

2. Codifica di Status di locali per spettacoli e attività culturali
Non più i locali luoghi di intrattenimento – nella cui definizione rientrano anche centri scommesse, sale giochi e strip club – ma che possano cambiare status, diventando istituzioni culturali. Potendo così godere di agevolazioni fiscali per effetto del passaggio da esercizi commerciali a istituzioni culturali. Uno sgravio fiscale progressivo per quei locali che intendano affrontare questo cambio di status. Più saranno le serate dedicate agli eventi culturali – dimostrabili attraverso le fatture rilasciate dagli artisti, in quanto iscritti al Registro – tanto più basse saranno le tasse che il locale dovrà pagare per quelle serate. 

3. Sgravio fiscale per le discoteche in virtù di un loro totale rinnovamento.
Purtroppo da decenni a questa parte le discoteche non sono più luoghi di socializzazione.
La comunicazione è ridotta al minimo, da bocca ad orecchio, per quelle lunghe ore dove è il volume a farla da padrone. Dove più facilmente quindi c’è spazio per lo spaccio, consumo di sostanze stupefacenti ed alcol, quando non anche di bullismo che poi sfocia in risse, violenze e stupri. Senza dimenticare quindi poi le cosiddette “stragi del sabato sera”.
Non si sta descrivendo un girone dell’inferno dantesco ma una realtà che, non deve nemmeno essere nascosta da interessi di categoria, anche perché è causa comunque dell’attuale crisi in cui versa il settore.

Proponiamo che le discoteche abbiano possibilità di reinventarsi, trasformandosi in luoghi di vera aggregazione e socializzazione, con spettacolo continuo, diversificando la proposta secondo le capacità organizzative e creative della propria direzione artistica. Una programmazione con diversi eventi per serata, alternando al dj set anche esibizioni di musica dal vivo, performer vari, eventi culturali di natura recitativa, con piccoli schetch teatrali e cabaret. Differenziare gli stimoli, non 6 ore di bum bum da far diventare sordi, ingrediente della liturgia dello sballo, insieme a droghe ed alcol.

Cambiamento che verrebbe premiato dallo Stato, offrendo sgravi fiscali a quelle realtà che vorranno aderire a questa nuova visione della propria attività. Per lo stato più lavoro vuol dire maggiori entrate dalle tasse.

4. Riduzione della SIAE fino al 75% per gli spettacoli con meno di 300 presenze.
Con una tassa più bassa, i gestori dei locali saranno incentivati ad organizzare più serate di spettacolo.
Questo punto insieme ai tre precedenti genera questi effetti molto positivi, quali:

• Aumento di lavoro per gli artisti;

• Aumento dei profitti per i proprietari dei locali, più spettacoli vuol dire più avventori;

• Avventori dei consumi;

• Aumento degli spettacoli e loro decentramento, dalle città ai piccoli borghi che invece soffrono della mancanza di importanti iniziative culturali. Stabilendo così una discriminazione per l’accesso alla cultura.

5. Abolizione del Monopolio SIAE.
Come da direttiva europea del 26 febbraio 2014. La gestione del diritto d’autore da parte della SIAE inibisce l’utilizzo dell’opera con le modalità di diffusione, condivisione e creazione partecipativa offerte dal web.

Circa il 60% degli iscritti alla SIAE non trae alcun beneficio, non arrivando a recuperare nemmeno il corrispettivo della quota di iscrizione.
Dei sostanziosi ricavi ottenuti dalla SIAE, grazie a questi autori “sotto soglia”, c’è poi una iniqua distribuzione, in quanto i passaggi nei media e le esecuzioni live non avvengono nei circuiti principali (gli unici considerati dalla SIAE per la ripartizione finale), così una parte importante di questi ricavi resta a disposizione della SIAE per essere ripartita tra i grossi autori dei circuiti principali. Il mondo al contrario, invece di sostenere chi ha bisogno si arricchisce chi è già ricco.

6. Riduzione dell’IVA sugli strumenti musicali 
Lo strumento musicale è fondamentale per il lavoro di un musicista: questo, soprattutto per
avviare la sua attività, deve avere la possibilità di scegliere lo strumento più adatto alle sue esigenze, indipendentemente dalla situazione economica di partenza. Mantenere l’IVA al 22% sugli strumenti musicali vuol dire negare a molti artisti la possibilità di suonare e studiare su strumenti di alta qualità. L’IVA per tanti è solo un costo. Il provvedimento inoltre, potrebbe dare nuova linfa vitale ad un settore in crisi che nel nostro paese fattura solo 350 milioni di euro l’anno, contro i 530 dell’Inghilterra, i 680 della Francia e il miliardo della Germania.

7. Riordino delle norme mutualistiche e pensionistiche
Mutua e pensione per gli artisti, subito! Le attuali normative non prevedono tutele e iscrizioni INPS specifiche per la categoria, che necessita di un riconoscimento che ne salvaguardi la dignità di lavoratori e le speciali condizioni di esercizio professionale. Indennità di malattia da riconoscere sin dal primo giorno e con requisiti ridotti. Riduzione delle giornate lavorative ai fini previdenziali da 120 a 60. Ricongiunzione tra i contributi previdenziali Inps ex Enpals. Con l’istituzione del Registro degli Artisti, si potrà attivare il meccanismo di riconoscimento e quindi di iscrizione pensionistica e accantonamento. Più soggetti verranno riconosciuti, più sarà significativa l’emersione dal nero.

8. Quota pro Artisti
Si tratta di istituire un fondo permanente per lo sviluppo delle arti e della tutela delle professioni artistiche, per spettacoli e grandi eventi con numero di spettatori al di sopra delle 20.000 persone.
Questa quota si potrebbe ricavare mediante piccolissime trattenute da:
• SIAE (per ogni biglietto venduto);
• compenso della Star in questione;
• entrate del soggetto organizzatore dell’evento.

9. Contratto collettivo unico nazionale
Il C.C.N.L. degli artisti dovrà prevedere una serie di modelli e casi differenziati per le varie categorie comprese nel settore.
Già nel 2007, l’Unione Europea ha approvato una Risoluzione volta a fondare uno statuto sociale degli artisti da accogliere da parte degli stati membri con un piano giuridico che contempli situazione sociale, assicurazione malattia, definizione di contratti di formazione e qualificazione delle professioni artistiche e riconoscimento dell’esperienza professionale degli artisti.

10. Contributo continuo compensativo.
Parliamo di un reddito compensativo per gli artisti iscritti al Registro, nel momento in cui possano dimostrare di non avere altre o sufficienti entrate. In tanti Paesi l’artista percepisce sussidi e gli viene riconosciuta la formazione come aggiornamento continuo: un artista per crescere ed evolversi deve investire parecchio tempo in studio e ricerca e questo non deve essere un’esclusiva di chi vive in condizioni privilegiate, che gli consentono di non barcamenarsi in secondi e terzi lavori per sbarcare il lunario.
Arte è qualità,  il talento NECESSITA di essere quotidianamente alimentato con studio.

11. Equiparare l’IVA sulle opere d’arte.
Le vendite di opere d’arte, in Italia, hanno aliquote differenti: al 22% se sono le gallerie d’arte o altri soggetti a vendere, al 10% se a vendere è l’artista stesso. Chiediamo che venga applicata la stessa aliquota tra privati e gallerie d’arte, come avviene all’estero: se in Germania abbiamo un 7%-7%, in Svizzera 5%-5%, in Cina 17,5%-17,5%, negli USA 11,5%-11,5%, in Italia si potrebbe ragionare,ad esempio, sul 10%-10%. Questo favorirebbe la regolarizzazione delle posizioni fiscali di molti operatori dell’arte che spesso ricorrono al nero. In più, rendendo l’acquisto di opere d’arte detraibili fiscalmente, come in tanti altri Paesi, le vendite aumenterebbero esponenzialmente.

12. Ingresso gratuito a mostre e musei.
Chiediamo che venga garantito a tutti gli artisti iscritti al Registro l’accesso gratuito -come già avviene per esempio, per i giornalisti- a musei e fondazioni pubbliche, sia per le collezioni permanenti che per tutte le mostre temporanee, oltre che per i concerti. Un artista ha sempre bisogno di fare ricerca e trovare nuove ispirazioni, e questa agevolazione sarebbe anche un riconoscimento in quanto operatore professionista della cultura.

13. Applicazione della legge 717.
La Legge 717 impone l’obbligo, nella realizzazione di nuovi edifici pubblici, di destinare una percentuale dell’importo dei lavori all’esecuzione di un’opera d’arte, che dovrà essere collocata all’interno o all’esterno dell’edificio; tuttavia, questa legge è quasi sempre disattesa!
Chiediamo che vi sia una reale volontà e un impegno nell’applicare in modo esteso e continuativo questa legge e che siano approntati di conseguenza gli strumenti necessari di vigilanza e controllo affinché ciò accada. Chiediamo, inoltre, che vengano inseriti nell’ambito di applicazione della legge gli edifici pubblici di alloggi popolari, le scuole e le università.

14. Valorizzazione dell’educazione all’arte nella scuola.
La storia dell’arte in un paese come l’Italia dovrebbe essere considerata una materia strategica, un’altra forma di educazione civica dei futuri cittadini, che gli insegni a comprendere il valore del
nostro patrimonio artistico e paesaggistico e l’importanza di tutelarlo.
Per questo chiediamo di introdurre o reintrodurre l’insegnamento della Storia dell’arte in tutti gli istituti superiori di secondo grado, a partire dal primo biennio, per tutti gli indirizzi. Oltre alla musica, chiediamo che vengano attivati insegnamenti e laboratori inerenti le altre discipline artistiche, come il teatro, la danza e il cinema, almeno come attività extracurriculare non obbligatoria, con la possibilità di estenderli, poi, anche a persone con disabilità, soggetti socialmente fragili, come al resto dei cittadini interessati.

COSA CHIEDIAMO

Questi sono gli obiettivi che ci siamo posti con questa petizione.
Unisciti a noi!

Non accontentarti di leggere solo i titoli dei punti, se in qualche punto ti troverai in disaccordo è probabilmente solo perché il titolo non ti rende chiara l’idea del contenuto. Quindi ti invitiamo vivamente a scaricare la versione in pdf dall’apposito pulsante che troverai più sotto. Grazie

1. Creazione del Registro degli Artisti

2. Riduzione della SIAE fino al 75% per gli spettacoli con meno di 300 spettatori. 

3. Abolizione del Monopolio SIAE. Come da Direttiva Europea.

4. Codifica di Status di locali per spettacoli e attività culturali

5. Sgravio fiscale per le discoteche in virtù di un loro totale rinnovamento

6. «FATE LAVORARE GLI ARTISTI E NON GLI ANIMALI»

7. Abbassamento dell’IVA sugli strumenti musicali

8. Riordino delle norme mutualistiche e pensionistiche

9. Quota pro Artisti

10. Contratto collettivo unico nazionale

11. Contributo continuo compensativo

12. Equiparare l’IVA sulle opere d’arte

13. Ingresso gratuito a mostre e musei

14. Applicazione della legge 717

15. Valorizzazione dell’educazione all’arte nella scuola

scarica la petizione in pdf

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PER GLI ARTISTI

I nostri obiettivi sono chiari e precisi e vogliamo che le nostre richieste vengano ascoltate e accolte.
Per questo dobbiamo avere il sostegno degli artisti e di tutti coloro che riconoscono il profondo valore dell’arte, proprio come te.

Dobbiamo essere uniti!

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LA PETIZIONE

Abbiamo a cuore il nostro progetto di cambiamento e siamo determinati nell’ottenere risultati concreti e duraturi.
Vogliamo che la nostra richiesta non cada nel nulla, per questo ti chiediamo di condividere i nostri valori con le persone che conosci.

Dobbiamo essere tanti!

SEI D’ACCORDO?

insieme

possiamo

cambiare!

QUINDI

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Perché ci devono ascoltare!

    Photo by Clem Onojeghuo from Pexels

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    I nostri obiettivi sono chiari.
    Una strategia che nella sua logica crea vantaggi per tutti.

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