Data: 5 Dicembre 2020|Autore: |

 

di Emiliano Miles Troiano

“Complimenti signor Rubini lei assomiglia alle sue foto”.

Così esordì Federico Fellini quando si ritrovò davanti il giovane Sergio Rubini. Il noto regista romagnolo individuò subito una delle qualità di quel ragazzo: l’autenticità. Rubini infatti afferma spesso che il mestiere dell’attore è quello di portare la verità. Raccontare una verità di cui si è già portatori, bisogna solo individuarla, scavando a fondo.

“Un attore non si veste, si spoglia”

Sergio Rubini

Dalla Provincia a Cinecittà

Sergio Rubini è nato il 21 dicembre 1959 a Grumo Appula, in provincia di Bari. Dopo aver ottenuto il diploma presso il Liceo Scientifico ad Altamura, Rubini va a vivere a Roma nel 1978. Qui, si iscrive all’Accademia Nazionale d’arte Drammatica. Dopo aver frequentato il biennio di formazione, Sergio abbandona gli studi per iniziare a lavorare in teatro con Camilleri. Lavora in teatro per un paio d’anni, per poi provare ad entrare nel mondo del cinema, dal quale era tanto affascinato.

Volevo diventare una rock star

Da ragazzino non nutriva particolare interesse verso il teatro.

“Il teatro mi sembrava roba da vecchi, polverosissima. Giudicavo il teatro obsoleto, in quanto lo associavo con mio padre, che aveva una compagnia filodrammatica”

Il suo sogno era quello di suonare in una rock band come tastierista. Dopo diversi vani tentativi, Sergio si lascia convincere da suo padre a salire sul palco. “Ricordo di aver provato un’emozione fortissima”, dichiara in un’intervista.

A 19 anni Sergio decise di trasferirsi nella capitale e tentare di intraprendere la carriera di attore, con la speranza di poter lavorare nel mondo del cinema, che tanto lo affascinava e che dal suo paesino vedeva come un sogno irraggiungibile.

La macchina del sogno

Per Rubini la svolta arriva quando viene catapultato nella più grande e rinomata “macchina dei sogni” del cinema. Quella di Federico Fellini, che lo lancia con il film Intervista nel 1987, dove l’attore pugliese interpreta un alter ego dello stesso Fellini.

Sergio Rubini ottenne la prima parte da protagonista durante lo stesso periodo, nel film Il grande Blek.

Nel 1989 conosce lo sceneggiatore Umberto Marino con il quale inizierà una lunga collaborazione artistica. Nel 1990 Sergio Rubini, in qualità di regista, si cimenta nella realizzazione del film La stazione, ispirato ad un’opera teatrale prodotta dal suo collaboratore Marino. La pellicola vince come miglior film alla Settimana Internazionale della Critica del Festival di Venezia e Rubini si aggiudica il premio come miglior regista esordiente.

È la volta poi di tantissimi altri film di successo negli anni seguenti, tra cui La bionda (1993), Il viaggio della sposa (1997), Tutto l’amore che c’è (2000), L’uomo Nero (2009), Dobbiamo parlare (2015) e Il grande spirito (2019).

 

Attraverso la pellicola

La passione di Rubini per il cinema la ritroviamo nelle sue pellicole, nelle quali molto spesso racconta la sua visione della vita, alla ricerca di quella autenticità che lo rappresenta.

Mi piace il cinema di genere, dipingere la gente della strada. Qui la gente viene interpretata al meglio”.

Rubini è sempre alla ricerca di quei luoghi dell’anima, ricordi di infanzia, suoni ed esperienze, squarci di vita che vanno a ricreare una verosimiglianza della realtà attraverso la magia della macchina da presa.

“In accademia mi son reso conto che mi stavano forgiando, insegnandomi la dizione. Ho capito che se li avessi lasciati fare, non sarebbe rimasto più niente di me. Allora ho cominciato un lavoro di recupero delle mie esperienze, dei suoni della mia terra, del mio dialetto”.

Nonostante i suoi successi da regista, ha continuato il suo lavoro da attore con artisti che hanno stimolato la sua crescita professionale tra cui: Carlo Verdone, Giovanni Veronesi, Alessandro Piva, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, Mel Gibson e tanti altri.

Il regista pugliese sta per partire con un nuovo progetto intitolato “Fratelli De Filippo”. Le riprese si svolgeranno dal 2 al 25 novembre 2020. Per maggiori info potete leggere l’articolo qui.

 

Un curriculum ricchissimo

Cinema

  • Desiderando Giulia, regia di Andrea Barzini (1985)
  • Figlio mio, infinitamente caro…, regia di Valentino Orsini (1985)
  • Il caso Moro, regia di Giuseppe Ferrara (1986)
  • Il grande Blek, regia di Giuseppe Piccioni (1987)
  • Intervista, regia di Federico Fellini (1987)
  • Treno di panna, regia di Andrea De Carlo (1988)
  • Una notte, un sogno, regia di Massimo Manuelli (1988)
  • I giorni randagi, regia di Filippo Ottoni (1988)
  • Mortacci, regia di Sergio Citti (1989)
  • Oltre l’oceano, regia di Ben Gazzara (1990)
  • La stazione, regia di Sergio Rubini (1990)
  • Chiedi la luna, regia di Giuseppe Piccioni (1991)
  • Al lupo al lupo, regia di Carlo Verdone (1992)
  • La bionda, regia di Sergio Rubini (1992)
  • Condannato a nozze, regia di Giuseppe Piccioni (1993)
  • Una pura formalità, regia di Giuseppe Tornatore (1994)
  • Prestazione straordinaria, regia di Sergio Rubini (1994)
  • Storie d’amore con i crampi, regia di Pino Quartullo (1995)
  • Il cielo è sempre più blu, regia di Antonello Grimaldi (1995)
  • I 36 colpi, regia di Fabio Scamoni (1997)
  • Nirvana, regia di Gabriele Salvatores (1997)
  • Il viaggio della sposa, regia di Sergio Rubini (1997)
  • L’ultima stazione (Die Letzte Station), regia di Bogdan Dreyer (1998)
  • Del perduto amore, regia di Michele Placido (1998)
  • L’albero delle pere, regia di Francesca Archibugi (1998)
  • Ecco fatto, regia di Gabriele Muccino (1998)
  • Panni sporchi, regia di Mario Monicelli (1999)
  • Il talento di Mr. Ripley (The Talented Mr. Ripley), di Anthony Minghella (1999)
  • Mirka, regia di Rachid Benhadj (2000)
  • Tutto l’amore che c’è, regia di Sergio Rubini (2000)
  • Giorni dispari, regia di Dominick Tambasco (2000)
  • Denti, regia di Gabriele Salvatores (2000)
  • Amnèsia, regia di Gabriele Salvatores (2002)
  • L’anima gemella, regia di Sergio Rubini (2002)
  • La forza del passato, regia di Piergiorgio Gay (2002)
  • A.A.A.Achille, regia di Giovanni Albanese (2003)
  • Mio cognato, regia di Alessandro Piva (2003)
  • La passione di Cristo (The Passion of the Christ), regia di Mel Gibson (2004)
  • L’amore ritorna, regia di Sergio Rubini (2004)
  • Manuale d’amore, regia di Giovanni Veronesi (2005)
  • Mai dove dovremmo essere, regia di Davide Minnella (2005)
  • La terra, regia di Sergio Rubini (2006)
  • Commediasexi, regia di Alessandro D’Alatri (2006)
  • Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi, regia di Giovanni Veronesi (2007)
  • Colpo d’occhio, regia di Sergio Rubini (2008)
  • No problem, regia di Vincenzo Salemme (2008)
  • Indovina chi sposa mia figlia (Maria, ihm schmeckt’s nicht!), regia di Neele Leana Vollmar (2009)
  • Cosmonauta, regia di Susanna Nicchiarelli (2009)
  • L’uomo nero, regia di Sergio Rubini (2009)
  • Tutto l’amore del mondo, regia di Riccardo Grandi (2010)
  • Qualunquemente, regia di Giulio Manfredonia (2011)
  • La scoperta dell’alba, regia di Susanna Nicchiarelli (2012)
  • Mi rifaccio vivo, regia di Sergio Rubini (2013)
  • L’ultima ruota del carro, regia di Giovanni Veronesi (2013)
  • Che strano chiamarsi Federico, regia di Ettore Scola (2013)
  • Road 47 (A Estrada 47), regia di Vicente Ferraz (2014)
  • La nostra terra, regia di Giulio Manfredonia (2014)
  • Sei mai stata sulla Luna?, regia di Paolo Genovese (2015)
  • La stoffa dei sogni, regia di Gianfranco Cabiddu (2015)
  • Dobbiamo parlare, regia di Sergio Rubini (2015)
  • Fuori sede, regia di Sergio Rubini (2016)
  • Questi giorni, regia di Giuseppe Piccioni (2016)
  • Non è un paese per giovani, regia di Giovanni Veronesi (2017)
  • Terapia di coppia per amanti, regia di Alessio Maria Federici (2017)
  • Quando sarò bambino, regia di Edoardo Palma (2018)
  • Il bene mio, regia di Pippo Mezzapesa (2018)
  • Moschettieri del re – La penultima missione, regia di Giovanni Veronesi (2018)
  • Il grande spirito, regia di Sergio Rubini (2019)
  • Aspromonte – La terra degli ultimi, regia di Mimmo Calopresti (2019)
  • Se mi vuoi bene, regia di Fausto Brizzi (2019)

TELEVISIONE

  • Un altro varietà, regia di Antonello Falqui (1986)
  • Casa di bambola, regia di Gianni Serra – sceneggiato TV (1986)
  • Cinema che follia!, regia di Antonello Falqui (1988)
  • Il conte di Montecristo (Le Comte de Monte Cristo), regia di Josée Dayan (1998) – miniserie TV
  • Chiara e dolce è la notte (1999)
  • Sacco e Vanzetti, regia di Fabrizio Costa – miniserie TV (2005)
  • La contessa di Castiglione, regia di Josée Dayan – miniserie TV (2006)
  • La strada di casa, regia di Riccardo Donna – Serie TV (2017-2019)
  • Maledetti amici miei (2019) – programma TV Rai 2

Altri contenuti:

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