“Credo che oggi più che mai la scena teatrale debba essere un luogo dove riscoprire e indagare con coraggio le radici della nostra umanità.

Per l’attore lo strumento principale di questa ricerca è il lavoro sulla sua ”intimità”. Questa, infatti, non è collegata alla propria biografia o alla analisi  di se stessi , ma è rappresentata da tutta la parte sommersa, nascosta e segreta legata ad ogni individuo: il mondo interiore dell’uomo/attore, così com’è, senza analisi psicologiche.

Non ci interessano buone interpretazioni, ma il canale diretto che si apre tra l’attore ed il mondo esterno rappresentato dal pubblico.

Il nostro lavoro infatti non è naturalistico, né psicologico e non progetta le intenzioni; è invece una tecnica di concentrazione del lavoro  sull’ interiorità dell’attore  che si sviluppa ed amplifica grazie al movimento ed alla voce.

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